Insegnamenti di Ringu Tulku Rinpoche sulle Quattro Nobili verità

Traduzione del discorso di Ringu Tulku in italiano

LE QUATTRO NOBILI VERITÀ

Insegnamenti di Ringu Tulku Rinpoche

Traduzione di Carlo Donini per gli allievi dei gruppi DHARMAYOGAKARUNA

Le Quattro Nobili Verità:
– La verità della Sofferenza
– La Verità delle Cause della Sofferenza
– La Verità della Cessazione della Sofferenza
– La Verità dei metodi per la Cessazione della sofferenza
– Le quattro Nobili Verità sono i primi insegnamenti che il Buddha diede ai suoi primi cinque
studenti, a Sarnath, vicino alla città di Varanasi in India.
Sono inoltre gli insegnamenti principali del buddhismo. Fondamentalmente, le quattro Nobili Verità
riguardano il come liberare se stessi dalla sofferenza, con la comprensione che l’augurio principale
di ogni essere senziente è quello di liberare se stesso da ogni tipo di sofferenza, dolore e
insoddisfazione.
– La Prima Nobile Verità è la Verità della Sofferenza, che è il problema. Capire il problema è il
primo passo per la soluzione del problema; per questo motivo (il Buddha) parlò (per prima cosa)
della sofferenza. Non diciamo che la vita è sofferenza, ma che c’è sofferenza nella vita, c’è
insoddisfazione nella vita, c’è dolore nel mondo. Che cosa possiamo allora fare per liberarci dalla
sofferenza ed avere pace e felicità durature?
Per prima cosa, dobbiamo conoscere qual è la natura dei problemi e delle sofferenze, e per questo
motivo (il Buddha) iniziò parlando della sofferenza. Questa è la Prima Nobile Verità.
– La Seconda Nobile Verità: Quali sono le Cause della Sofferenza, dei problemi e del dolore?
Se desideriamo liberarci da dolore, problemi, sofferenze e problemi nel mondo, (dobbiamo capire
che) non è possibile eliminare tutto ciò che nel mondo ci rende infelici o che può creare problemi o
procurare diversi disturbi nella nostra mente. Perciò, l’unico modo per trattare con i problemi è di
poter cambiare il nostro modo di comprendere le cose, di reagire alle cose, il modo in cui noi stessi
lavoriamo con le nostre emozioni, le nostre reazioni, le nostre tendenze mentali abituali (modelli di
comportamento) e, in questo modo, trasformare il nostro modo di sperimentare le cose. Perciò, le
cause interne dei nostri problemi, dolori e sofferenze sono in noi stessi: tutte le nostre emozioni
negative, le nostre negative tendenze mentali abituali, il nostro modo di vedere le cose e poi di
agire su di esse, cioè le nostre azioni, motivate da queste emozioni e modi di vedere. Perciò, le
cause della sofferenza sono descritte come: klesha, le emozioni negative e karma, le azioni che
nascono da tali emozioni negative.
– Tutto questo ci porta alla Terza Nobile Verità: è possibile trasformare le nostre emozioni, e così
trasformare il nostro modo negativo di agire con corpo, parola e mente in un modo di reagire
compassionevole, amorevole e saggio? E qua subentrano la comprensione e l’esperienza
principale del Buddha, la più importante asserzione del Buddha: “Quando la persona impara ad
agire con compassione e saggezza, invece che con emozioni negative e negative tendenze
mentali abituali, allora sarà possibile vivere le esperienze in modo diverso, con gentilezza e pace,
perché quella è la nostra base di coscienza primordiale”. Perciò, quando riusciremo a trasformare
le nostre emozioni negative, e così reagire in modo positivo, con compassione, con amore e
comprensione, che noi talvolta chiamiamo saggezza, allora sarà possibile cambiare il nostro modo
di vedere le cose, il nostro modo di reagire alle cose e portare una vera e genuina pace, gioia e
soddisfazione in noi stessi. Perciò, questo non è qualcosa che solo qualcuno può fare, ma,
perlomeno, lo può fare ogni essere umano. Questo termina la Terza Nobile Verità, che è la
Cessazione della Sofferenza.

– Quando abbiamo capito che c’è la possibilità, ci deve essere anche il modo, un metodo per
addestrare se stessi e lavorare allo sviluppo della nostra positività, della nostra compassione, della
nostra gentilezza e della nostra saggezza. Questo è il Sentiero, l’ultima Nobile Verità.
In questo caso, quello che (il Buddha) raccomanda è (la pratica) del Nobile Ottuplice Sentiero che
inizia con la Retta Comprensione. Questo concerne il come guardare alle cose, come vedere le
cose in un modo chiaro e corretto, a come dissipare la nostra confusione e ignoranza e guardare
alle cose con buon senso, senza confusione e ignoranza. Quando questo punto di vista sarà più
chiaro e sviluppato, allora si potrà lavorare sulla retta condotta di corpo, parola e mente. Questi tre
aspetti sono chiamati: Retto pensiero, Retta Parola e Retta Azione, per lavorare sul come agire
con il nostro corpo, parola e mente in modo positivo. Questo ci porta alla Retta Condotta di Vita, in
cui non solo qualche volta agiamo in modo positivo, ma impariamo come guadagnarci da vivere, e
svolgere la nostra vita con una professione o un lavoro che sia anche positivo, buono e di
beneficio per noi e per gli altri. Questo ci porta poi ai due aspetti più importanti: Retto Sforzo e
Retta Consapevolezza. Retto Sforzo significa come praticare in modo corretto, senza lottare
troppo, senza spingere troppo noi stessi, ma generando più motivazione, più interesse, più gioia
compiendo cose positive. Con la Retta Consapevolezza, noi cerchiamo di diventare più chiari, più
coscienti, più consapevoli riguardo a come viviamo, come pensiamo, come parliamo, come
agiamo. E questo ci porta alla Retta Meditazione, per domare la nostra mente e riuscire a portare
pace e tranquillità nella nostra mente; e non solo questo, ma anche saggezza. Saggezza significa
sapere come trattare qualsiasi situazione. Quando saremo in grado di fare queste otto cose, e
migliorare un po’, viene detto che saremo più pacifici, più gioiose con una vita più significativa per
noi e anche più utile e di beneficio per gli altri.
Il Nobile Ottuplice Sentiero:
Retta Comprensione
Retto pensiero
Retta Parola
Retta Azione
Retto Sforzo
Retta Consapevolezza
Retta Meditazione
Video creato da: Tom Zachmeier

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